Disegnare la Natura. Quando i gioielli sono amuleti | RADIKA, della designer Giorgia Negro.

Mi colpiscono particolarmente le storie di gioielli che hanno un messaggio forte. ILYBI ha attratto sempre molte storie di creazioni speciali, per chi guarda anche agli accessori come a qualcosa che possa accompagnare e migliorare la nostra quotidianità, per tanti aspetti differenti, in grado sempre di regalarci emozione e profondità. Vi racconto la storia di un gioiello che parla di terra e radici in modo totale, che si spoglia di ogni concetto stantìo di “lusso” e va dritto e sicuro nella direzione di radice, appartenenza, tensione all’armonia con il naturale.

Vi racconto di un’artigiana e designer, Giorgia Negro, ideatrice di RADIKA, che da sempre trova espressione nella linea tracciata e immaginata e che, grazie ad un viaggio, ha scoperto come la sua grande passione per il disegnare gioielli poteva armonizzarsi a perfezione con l’amore per la natura, trasformando di fatto le sue prime collezioni in accessori da scegliere e indossare come AMULETI.
A “cosa” appartiene chi sceglie Radika? Secondo ILYBI a un desiderio di armonia, a un esercizio gioioso e costante di far del bene a noi stessi, agli altri e al pianeta, con piccoli e personali gesti preziosi, riconettendosi con i significati profondi della Terra.

Penso che creare un gioiello sia come distillare un intero mondo, scegliendo elementi e ingredienti che Madre Natura ha messo a disposizione.” (Giorgia Negro-Radika)



Dalla provincia di Roma al Salento: ci parli di te?

Il contatto con la natura e il disegno per me sono da sempre fondamentali.
Sono una creativa, credo sia il termine che mi descriva meglio. Mi esprimo da sempre con l’immagine e la linea: amo disegnare da quando riesco a tenere una matita in mano.
Grazie alla fiducia e la forza di mio padre ho frequentato un liceo artistico di Roma, che mi ha spinta a viaggiare per due ore di andata e due di ritorno dal mio paese: Subiaco. Qui sono nata e vissuta, in un bellissimo paese di collina che si trova nella verdissima valle del fiume Aniene in provincia di Roma. Ho avuto la fortuna di vivere in mezzo alla natura, tra i boschi del Parco dei Monti Simbruini e del limpido fiume Aniene. La seconda fortuna è quella di aver vissuto anche sul mare, quello del Capo di Leuca, terra d’origine di mio padre, dove passo le estati, la Pasqua e qualche raccolta di olive da quando sono nata.

Mi sono diplomata all’Accademia delle arti e nuove tecnologie di Roma e sono diventata art director, un grafico pubblicitario. Dopo belle ed intense esperienze nell’ ambito di comunicazione e spettacolo, ho deciso di lasciare la grande città per trasferirmi definitivamente nella mia seconda terra, il Salento. A Lecce mi sento davvero a casa, mi sento fortemente legata a questa terra e continuamente inondata di bellezza, quella del Mediterraneo, delle campagne decorate da muretti a secco, della luce sulla pietra barocca, delle case antiche, di ricordi e storie del passato dove il tempo scorre ancora lento.

Quando hai iniziato il tuo lavoro di designer-artigiana? E come è nata in te questa decisione?

La scintilla in Nuova Zelanda.
Nel 2016 ho fatto un viaggio in Nuova Zelanda alla scoperta di luoghi incontaminati e immersi in una natura selvaggia. Ho raggiunto un’amica che collaborava ad un progetto di prototipazione nel Fablab di Wellington e qui ho avuto l’occasione di vedere per la prima volta un macchinario da taglio al laser. Mi sono innamorata a prima vista! Il lasercut permette di incidere e tagliare materiali come il legno, il cartone e il plexiglass in modo rapido, con una precisione al di sotto del millimetro e con una grande semplicità di utilizzo grazie all’uso di file vettoriali e un software d’interfaccia molto intuitivo.

A questo punto il passo verso l’illuminazione di nuovi progetti è stato immediato. Ero euforica e ho pensato che finalmente era arrivato il momento di realizzare qualcosa di tangibile, di concreto, di passare dal 2D della grafica al 3D del design.

Tornata a Lecce trovai lo stesso macchinario appena acquistato dal Fablab gestito da cari amici. Venni a conoscenza del bando Pin (Pugliesi Innovativi) che poi ho vinto e scrissi il progetto Radika.

Le tue creazioni sono legate a storie di terra, all’essenza dei luoghi, da cosa ti fai ispirare maggiormente? Come nasce una tua creazione?

Penso che creare un gioiello sia come distillare un intero mondo, scegliendo elementi e ingredienti che Madre Natura ha messo a disposizione. Per me si tratta di esplorare il Creato attraverso manifestazioni di forme e materia. Nella prima collezione Radika, Malìa, ho scelto di usare i simboli. Il simbolo costituisce un ponte rispetto alle proprie origini, al cosmo e al destino. L’uomo è da sempre attratto dalla ricerca di un senso, di un significato e quelli che sono i nostri archetipi sono racchiusi nei simboli. Nella nuova collezione, Urania, ho immaginato un’ architettura “del cosmo” in forme danzanti dedicate alla musa protettrice della geometria e dell’astronomia. In un gioco di movimenti circolari, dal continuo ritorno della creazione, ulivo, bronzo e vetro si lasciano plasmare.

Quello che mi capita di fare è anche lasciarmi andare completamente al flusso creativo, senza ragionare su significati profondi, seguire l’ispirazione di una forma trovata vivendo il quotidiano dei luoghi che abito.

Le fasi della produzione: l’assemblaggio



Quali sono gli aspetti del tuo lavoro che ami di più e quali invece vorresti fossero diversi, migliori?

Amo il momento creativo, quello in cui la mia mente è libera da tutti i pensieri. Mi immergo nella bellezza della visione, nella ricerca di combinazioni sempre diverse di forme, colori e materie. Per me è un momento liberatorio, quasi come nuotare. Quello che vorrei migliorasse è sicuramente tutta la parte “scomoda” quando si parla di gestione d’impresa: la burocrazia, i problemi di logistica e fornitori, il fatto che purtroppo sono sola in tutto ciò e il tempo non basta mai.


Esperienze che ti hanno ispirata e che ti ispirano?

Sono ispirata da chi ce l’ha fatta, da chi come me cerca di vivere del lavoro che ama. Sono ispirata da quelle piccole imprese che offrono prodotti originali, fatti con cura e amore e che operano nel rispetto del bene comune.

Credo fortemente che una delle chiavi per il benessere personale sia fare ogni giorno ciò che ci rende felici e se questo corrisponde al proprio lavoro allora è così che bisogna vivere.


Le cose belle che succedono con i tuoi clienti?

Il
legame con l’altro e con se stessi davanti a un gioiello. È sempre bello percepire le reazioni delle persone che per la prima volta vedono e toccano una creazione Radika. Notare da cosa sono attratti, qual è il simbolo che li rispecchia meglio o il modello preferito di gioiello: dal più grande e vistoso al più piccolo e semplice, oppure quando si stupiscono dell’accuratezza dell’incisione, la leggerezza del legno o il packaging su misura. La cosa che mi piace è guardarli assorti mentre esplorano forme e simbologie, leggono i significati e viaggiano con la mente verso la persona su cui immaginano il ciondolo o l’anello, nel caso di un regalo, si mettono in un ascolto curioso e stupito. È bello incontrare dopo molto tempo, chi indossa ancora un mio gioiello o chi lo ha ricevuto in regalo e mi dice che ha piacere ad averlo indosso e che si è trasformato nel proprio amuleto.

Una cliente, quest’anno, mi ha raccontato di aver sposato il suo compagno a Las Vegas e alla richiesta dello scambio degli anelli si sono accorti di aver tralasciato questo dettaglio, così lei ha usato un anello Radika, che indossava, come fede per lui. E questo per me è strabiliante!

“Sostenibilità” e “innovazione” sono concetti che riguardano RADIKA. Concetti ai quali oggi molti guardano con interesse, nonostante le tante contraddizioni. Tu come li vivi nelle tue scelte quotidiane e di lavoro?

Credo la sostenibilità sia un principio irrinunciabile nella quotidianità di ognuno. Ci troviamo purtroppo in un momento storico in cui bisogna agire per evitare che accada l’irrimediabile al nostro Pianeta. Nel mio piccolo cerco di farlo il più possibile, mi muovo in bicicletta, evito l’utilizzo viziato della plastica, sono per il riuso e il riciclo e quando mi trovo a passeggio su spiagge e o tra i boschi, porto via i rifiuti abbandonati che trovo.

Sono convinta, perché l’ho visto con i miei occhi, che una buona azione spinge ad una buona azione e con Radika cerco di diffondere i principi fondamentali di rispetto dell’ambiente e della persona.

Usare oggi la parola “Innovazione” è cosa consueta, spesso scontata, usata male o sottovalutata. Nella produzione Radika l’innovazione stà nell’utilizzo del taglio laser, un macchinario che permette taglio e incisione rapidi e precisi, ottimizzazione dei tempi e della qualità di lavorazione dei materiali con il minimo degli scarti.

Il legno utilizzato per realizzare i gioielli è materiale di avanzo di una produzione manifatturiera del sud Salento di parquet pregiati (Alberani Parketti).

Come immagini Radika tra qualche anno?

Immagino Radika come una di quelle piccole imprese artigiane che ce l’hanno fatta e che arricchiscono l’Italia della qualità e della bellezza per cui è famosa in tutto il mondo. Immagino Radika schierata in prima linea a tutela e supporto dell’ambiente, del territorio salentino. Un’idea per il futuro prossimo è quella di piantare nuovi alberi per contrastare la desertificazione in atto causata dal disseccamento degli ulivi e trovare sostegno e collaborazione con altre realtà parallele a Radika.

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Le storie di #ILYBI sono quelle di passione, bellezza e audacia di piccoli brand di tessile, accessori e home decor, di alta qualità che investono su artigianalità, processi di produzione più lenti e curati, attenzione a sostenibilità ambientale e selezione di materie prime. Piccole realtà in grado di creare con consapevolezza e arte capsule dalla qualità impeccabile e stile unico. SEI TU? PARTECIPA! 🌸 Scrivimi >> iloveyourbranditaly@gmail.com

Mi chiamo Gioia Perrone, scrittura e fotografia sono state da sempre il centro di diramazione dei miei interessi, studi, passioni. Da diversi anni mi occupo di comunicazione digitale. Amo inventare format e sempre nuovi modi di connessione utili, sia nel campo della progettazione culturale che nel mondo dell’impresa. Per lavoro aiuto piccole e medie imprese a trovare la giusta voce, ricercare nelle proprie storie valori e punti di forza che le rendono speciali e a migliorare il modo in cui vivono e si raccontano sul web. Con il format fresco di I LOVE YOUR BRAND ITALY (o #ILYBI) riesco a prendere confidenza e curare con creatività e slancio le prime necessità di un piccolo brand, mettendo in circolo contenuti di alta qualità. La consulenza personalizzata è una stanza in cui ci sediamo per attraversare insieme piccole-grandi rivoluzioni della storia che stai scrivendo. Scrivimi e raccontami in che punto si trova la tua storia! SEGUIAMOCI SUI SOCIAL :-*


PARTNER DEL PROGETTO: RETE TERRE DI CERRATE ➡ Nuove partership virtuose per i brand coinvolti in #ilybi2019 ❤ ➡ luoghi magici in cui uomo e natura si stringono al mano, in Puglia. Ma anche imprenditori che lavorano per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale, ambientale, culturale. Si tratta di una vasta ed antica area di Puglia ancora poco conosciuta, poco più a nord di Lecce ed un vero incanto per chi cerca esperienze di turismo rurale ed autenticità. In alcuni dei luoghi più belli della #retedicerrate si ambienteranno gli shooting di #ilybi!

LEGGI ALTRE STORIE ARTIGIANE : Accessori hand made che parlano d’arte e luoghi incantati: Alessandra Guareschi.


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